La torta

La torta è un sapere cangiante, antico e senza tempo. Infinite mutazioni e ricette. Gusti, sapori, sensi coinvolti. Scegliere una torta è un gioco, un movimento di archetipi e forme viventi che risuonano nella nostra storia. Processo alchemico, mai certo, di trasformazione della materia. Potenzialità che può diventare atto in ogni momento, e poi scomparire.
Combinazione di ingredienti e forma a priori. Creatività spontanea o necessità matematica. Rifugio, pausa, casa. Momento di rilassamento e concentrazione. Azione ed esperienza. Contemplazione ed immaginazione. Ritiro dal mondo e immersione nel flusso delle cose. Introspezione e apertura. Appartenenze, memoria e tutto quello che non si sa ancora…
Una torta può accompagnare ogni evento o situazione della nostra vita. Possiamo cercare il sapore e l’effetto adatto ad accompagnare quanto accade. È un gioco, ma può essere molto interessante.

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Un muro che non si vede, un muro invisibile, questa è la notizia.
Un muro soprattutto sotterraneo, che verrà costruito in Israele. E l’articolo ci ricorda anche altri muri. In atto o potenziali.
Un muro che non si vede, un muro invisibile.
E che ci fa pensare, per analogia, ma soprattutto per contrasto, alla canzone L’isola che non c’è.
Vi ricordate le bellissime parole? Le riportiamo qua, dopo la notizia.
E per chiudere, passiamo a una torta…che non è una torta. Una torta cotta in padella.
Buon appetito, al di qua o aldilà del muro.

Israel’s Getting a New Wall, This One With a Twist (nytimes.com)

L’isola che non c’è
(Edoardo Bennato)

Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritto fino al mattino
Poi la strada la trovi da te
Porta all’isola che non c’è

Forse questo ti sembrerà strano
Ma la ragione ti ha un po’ preso la mano
Ed ora sei quasi convinto che
Non può esistere un’isola che non c’è

E a pensarci, che pazzia
È una favola, è solo fantasia
E chi è saggio, chi è maturo lo sa
Non può esistere nella realtà

Son d’accordo con voi, non esiste una terra
Dove non ci son santi né eroi
E se non ci son ladri, se non c’è mai la guerra
Forse è proprio l’isola che non c’è, che non c’è

(…)

E non è un’invenzione
E neanche un gioco di parole
Se ci credi ti basta, perché
Poi la strada la trovi da te

E ti prendono in giro se continui a cercarla
Ma non darti per vinto, perché
Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te

Torta in padella all’albicocca 
Ingredienti:
4 albicocche
3 uova
120 g di zucchero
80 g di olio di semi di mais
125 g di yogurt (bianco o all’albicocca)
1 buccia di limone non trattato
150 g di farina 00
100 g di fecola di patate
1 bustina di lievito per dolci
per farcire:
succo di albicocca qb
confettura di albicocche qb
Procedimento
Montare le uova intere con lo zucchero, fino a renderle spumose. Continuando a mescolare, unire farina, fecola e lievito, alternandole con l’olio e lo yogurt. Mescolare bene. Tagliare a pezzetti le albicocche e aggiungerle all’impasto, insieme alla scorza di limone. Versare il composto in una padella calda (di 22 cm di diametro e con i bordi sufficientemente alti) e precedentemente imburrata. Coprire e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa 30/40 minuti. Dopo questo tempo, controllare la cottura. Se l’impasto si è rassodato, girarlo dall’altra parte, come si fa con una frittata, e lasciarlo colorire per circa 5/10 minuti. Togliere dalla padella la torta e lasciarla raffreddare. Poi tagliarla a metà. Bagnare la base con il succo di frutta all’albicocca, distribuire la confettura e ricoprire.

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Razzismo rovesciato o razzismo “normale”, “standard”, “codificato”?
Leggete la notizia e valutate voi di cosa stiamo parlando.
Trump, il presidente degli Stati Uniti, vuole combattere i privilegi dei disagiati (in questo caso neri). Privilegi secondo lui presenti nelle procedure di ammissione alle università (degli Stati Uniti).
Nel dubbio, nella difficoltà di capire chi è privilegiato e chi no, vi proponiamo una torta bicolore. Bianca e marrone (o marrone e bianca?).

The Trump Administration Is About to Fight What It Says Is Discrimination … Against White Kids (slate.com)

Trump va all’attacco del razzismo rovesciato che s’annida nelle università (ilfoglio.it)

Torta bicolore (marmorizzata)
Ingredienti:
250 g di farina 00
3 uova
160 g di zucchero
100 ml di olio di semi
200 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci
3 cucchiai di cacao amaro
1 bustina di vanillina
Procedimento
In una ciotola montare i tuorli con lo zucchero, fino a che diventeranno spumosi. Aggiungere la farina (lasciandone da parte due cucchiai) mescolata allo lievito, alternandola con l’olio e il latte. Mescolare bene. Montare a neve ben ferma gli albumi ed aggiungerli all’impasto, mescolando dal basso in alto.
Dividere in due il composto, aggiungendo a una parte la vanillina e i due cucchiai di farina rimasti e all’altra parte il cacao. Mescolare con attenzione dal basso in alto.
In una teglia di 24 cm di diametro, imburrata e infarinata, versare i due composti, alternandoli in modo irregolare.
Infornare in forno statico già caldo e cuocere a 180°C per circa 35/40 minuti.

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Dopo avere parlato di carenza idrica, di allarme per le sorti di un grande lago, parlare di caffè può sembrare futile. Si tratta di un bene voluttuario, anche se considerato indispensabile nella nostra quotidianità. Anche se, forse, ci allunga la vita.
Partiamo da una riduzione generalizzata nella produzione di caffè, per arrivare in Yemen. Un paese lontano. Lontano nontanto, o non solo, nella distanza geografica, ma nella considerazione e nell’immaginario. Il paese delle mille e una notte pasoliniane.
Un luogo in cui, negli ultimi decenni, il qat ha preso molto dello spazio coltivabile prima dedicato al caffè. Il qat è un’erba, con un effetto eccitante, che riduce il bisogno di cibo e di sonno. Un effetto utile per le fatiche delle montagne che formano il nord di questo bellissimo paese. Ma è soprattutto una droga, che acquieta e stordisce. Una droga maschile, che viene somministrata alle donne solo quando i loro uomini richiedono una prestazione sessuale.
Parliamo, in realtà, ancora, soprattutto di cambiamenti climatici, di paesi in emergenza.
Lo Yemen è un paese in emergenza idrica e alimentare, oltre che un paese in guerra. Le epidemie in corso sono la via finale comune di questi due fattori.
Qui vi proponiamo alcuni articoli, che ampliano e approfondiscono tutti questi temi.
E la torta? Non può che essere una torta al caffè.

Cambiamenti climatici: produzione caffè, possibile calo 50% entro 2050 (greenstyle.it)

Caffè yemenita: shatter o qisher (amicidelcaffe.it)

Il caffè dello Yemen (fratellocibo.blogspot.it)

Caffè o qat: qui si gioca lo sviluppo dello Yemen (amicidelcaffe.it)

Wake up and smell the coffee: an extra cup makes you live longer (thetimes.co.uk)

Yemen crisis: Who is fighting whom? (bbc.com)

Yemen cholera cases pass 300,000 as outbreak spirals – ICRC (bbc.com)

Chiffon cake al caffè
Ingredienti:
300 g di farina 00
220 g di zucchero + 2 cucchiaini
120 g di olio di semi
100 g di caffè freddo
2 cucchiaini di caffè solubile
80 g di acqua tiepida
4 uova intere
3 albumi
1 bustina di cremor tartaro
1 bustina di lievito per dolci
Procedimento
Preparare il caffè, lasciarlo raffreddare e zuccherarlo con 2 cucchiaini di zucchero.
Mescolare farina, caffè solubile, zucchero e lievito. Aggiungere il caffè, l’acqua, l’olio e mescolare con energia, unendo, uno alla volta, i tuorli.
Montare a neve fermissima tutti gli albumi, con il cremor tartaro, e poi unirli al composto, mescolando dal basso verso l’alto.
Versare il composto in uno stampo alto, da ciambellone, imburrato e infarinato. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170° C per circa 50 minuti. Verificare la cottura con uno stecchino.

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Acqua.
Che manca.
In un lago vicino, quello di Bracciano, e in uno lontano, il lago Ciad.
Globalizzazione e alterazioni del clima, questa volta, non ci toccano solo come spettatori, come anello finale che riceve profughi o immigrati, ma come parte in causa, coinvolta, colpita. Anche se, per ora, non troppo da vicino.
Leggendo questi articoli, vecchi e nuovi, il suggerimento è di gustare una torta all’acqua.
Oppure un dolce camerunese (il Camerun è uno dei paesi che ruotano intorno al lago Ciad). Un dolce composto da ingredienti di base, presenti, almeno per ora, in questa terra.
Acqua compresa.

Il lago di Bracciano senz’acqua sta morendo (iltempo.it)

Acqua, niente turnazioni: prelievi da Bracciano fino al primo settembre (ilmessaggero.it)

L’agonia del lago Ciad (globalgeografia.com)

Allarme per il lago Ciad: in 50 anni si è ridotto di un decimo (repubblica.it)

L’agonia del lago Ciad, tra Boko Haram e siccità il mondo intero pare essersene dimenticato (it.ibitimes.com)

Torta all’acqua calda (all’aroma di limone)
Ingredienti:
3 uova
200 g di farina 00
130 g di zucchero
120 g di acqua tiepida
30 g di olio di oliva
1 bustina di lievito per dolci
1 limone non trattato (a buccia grattugiata)
Procedimento
Montare le uova intere con lo zucchero e con la buccia grattugiata del limone, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere l’acqua tiepida e l’olio di oliva e mescolare ancora, con forza. Incorporare farina e lievito.
Versare il composto così ottenuto in una teglia imburrata ed infarinata del diametro di 22 cm e infornare in forno già caldo a 180°C per circa 30 minuti (controllare il grado di cottura con uno stecchino).

Banana Akara 
Ingredienti (per 12 Akara/Pancakes):
6 banane mature
250 g di farina di mais
70 g di zucchero di canna grezzo
60 g di acqua
1 cucchiaino di noce moscata
Procedimento
Frullare le banane con un frullatore o schiacciarle con una forchetta. Mescolare acqua e zucchero, a caldo, per fare uno sciroppo. Aggiungere la farina alle banane e poi lo sciroppo e la noce moscata (se necessario, aggiungere più acqua). Mescolare bene. Friggere in olio (a scelta) bollente, fino a che le Akara raggiungano una doratura scura.

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Maschi occidentali progressivamente meno fertili.
Una notizia in parziale continuità con quella appena pubblicata (il riferimento è all’invecchiamento della popolazione giapponese).
Possiamo leggere la notizia come se fosse un giallo (non sono chiari i motivi, ci sono tante piste, bisogna indagare) o come un horror, ricollegandoci a un film che qui ricordiamo. Contro natura, di Joe Dante. Un film con un’idea – una provocazione – molto interessante e densa. La razza umana destinata a scomparire per un eccesso di sessualità, e di abbinata aggressività, maschile. Uomini che uccidono le donne, distruggendo così l’umanità.
Qual è il collegamento con la torta?
La fertilità.
La fertilità dei momenti di pausa, dei momenti di incontro. Quando si esce dagli orari e dagli impegni precotti, non scelti e non masticati.
Di nuovo, buon appetito!

Gli uomini occidentali sono meno fertili che negli anni ’70 (gqitalia.it)

Contro natura (2006) di Joe Dante

Torta di frutta secca carote e arance
Ingredienti:
300 g di frutta secca mista (mandorle, noci, nocciole)
80 g di farina di riso
150 g di zucchero di canna grezzo
80 g di olio di oliva
1 arancia
3 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
160 g di carote grattugiate
Procedimento
Tritare la frutta secca e grattugiare le carote. In un recipiente, mettere i tuorli, lo zucchero e la buccia tritata dell’arancia e montare fino a che il composto non diventerà chiaro e spumoso. Aggiungere l’olio e il succo dell’arancia, continuando a mescolare, poi le carote, e, infine, la farina di riso e la frutta secca tritata. Amalgamare bene il tutto. Montare gli albumi a neve ben ferma e aggiungerli agli altri ingredienti, mescolando dal basso verso l’alto. Versare il composto in uno stampo predisposto e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

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Stranieri “invisibili” in Giappone, poco riconosciuti e un po’ temuti (“cosa succederà se diventeranno i nostri capi”?). Di questo parla l’articolo che vi proponiamo.
Niente di così nuovo, sembrerebbe. Niente di diverso dai temi che affrontiamo quotidianamente nelle pagine dei nostri giornali. Anche perché si parla dell’invecchiamento della popolazione e della necessità che gli stranieri coprano alcuni posti di lavoro.
Eppure qualcosa di diverso c’è. Se cambiamo punto di vista.
Intanto, fenomeno curioso, nell’articolo si parla anche di letteratura. Del fatto che, fra gli scrittori giapponesi, si contano pochi stranieri.
E poi, diciamolo, il Giappone è una terra da “Gattopardo” (forse non a caso terra vulcanica e sismica), che cambia molto per non cambiare.
Una terra estrema ed isolata, dove non è facile arrivare. Ma quando qualcosa arriva dall’esterno, fenomeno culturale, economico o sociale che sia, spesso viene portato al suo culmine, al suo estremo.
A contatto con l’esterno, il Giappone si è più volte apparentemente trasformato, conformandosi alla novità.
In realtà – ma cos’è la realtà in una terra dove tutto sembra rimandare a un altrove, nel tempo, nello spazio e nel significato? – questa terra è riuscita a trasformare e a metabolizzare culture e tradizioni di pensiero apparentemente vittoriose, come avviene nelle arti marziali.
Zen e capitalismo sono solo due dei possibili, disparati, esempi.
Gli anticorpi, o antidoti, che la società giapponese ha usato e usa, verso l’esterno, sono, da un lato, l’isolamento e la chiusura, dall’altro, al contrario, la capacità di capire l’altro, di imitarlo, accoglierlo e depotenziarlo.
… e proprio questo attira molti stranieri: un altro paradosso. Molti stranieri amano il Giappone, e a volte scelgono di viverci – in questo caso parliamo di noi occidentali – proprio perché attratti dalla sua alterità, dalla sua diversità.
Attraverso la parola “antidoti”, arriviamo alla nostra torta. Una torta fatta di ingredienti-antidoti. Per sceglierli, abbiamo considerato la prospettiva della medicina ayurvedica. Lo zenzero contro il frumento, ad esempio. E poi l’olio d’oliva, il cardamomo, il cocco. Se volete, potete cercare quali sono i bilanciamenti fra gli ingredienti. Potete informarvi, provare, sperimentare.
Ma invece del termine antidoti, dato che siamo in oriente, possiamo usarne un altro, non sinonimo ma in qualche modo affine. Possiamo forse parlare di polarità. Ad esempio, cardamomo vs caffè, zenzero vs zucchero, ecc.
Buon appetito!

Japan treats 1 million foreign workers as ‘non-existent’ (asahi.com)

Torta vegana allo zenzero, cocco e cardamomo
Ingredienti:
50 g di farina di riso
150 g di farina di cocco
100 g di farina integrale
100 g di zucchero di canna
2 cucchiaini di bicarbonato + 2 cucchiaini di aceto
80 g di yogurt di soia
100 ml di olio di oliva
200 ml di latte di riso
30 g di radice di zenzero
1 cucchiaio di polvere di cardamomo
Procedimento
Unire le tre farine, aggiungere l’agente lievitante (prima il bicarbonato e poi l’aceto), lo zucchero, il cardamomo e la radice di zenzero pelata e grattugiata. Aggiungere poi yogurt e olio, mescolando piano e a lungo, in modo che gli ingredienti si amalgamino, e, infine, il latte di riso. Mescolare ancora, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Versare l’impasto in uno stampo di 24 cm, rivestito di carta forno ed infornare in forno già caldo, a 180°, per circa 40 minuti.

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Parliamo di muri. Di quelli non ancora caduti. Un lungo muro mediterraneo, come mediterranei sono gli aromi della ricetta che vi proponiamo.
Siamo a Cipro, una terra dolce, ospitale. Bellezze naturali e culturali. E buon cibo, naturalmente. Un luogo da cartolina e da relax. Un incrocio di culture.
Eppure, l’isola è spaccata in due, da decenni, con tanto di filo spinato e militari di frontiera.
E questa notizia ci dice che tutto continuerà così. Nessuna trattativa è andata a buon fine.
Cipro rimane divisa.
E noi gustiamo questa torta, cipriota e mediterranea, al limone, rosmarino e olio d’oliva.

UN: Cyprus talks “end” without deal (dw.com)

Torta al limone, rosmarino e extravergine d’oliva
Ingredienti:
3 uova
150 g zucchero
Scorza e succo di un limone
Aghetti di rosmarino secco (10 g)
100 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
1/2 tazza di latte
1 tazza di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone fresco
1 rametto fresco di rosmarino
Procedimento
Unire allo zucchero la scorza di limone grattugiata e gli aghetti di rosmarino. Mescolare le uova con lo zucchero aromatizzato, fino a renderle chiare e spumose. Versare nel composto l’olio, il succo di limone, il latte e la farina mescolata al lievito per dolci. Amalgamare il tutto e versare in una teglia predisposta, di 20 cm di diametro.
Cuocere a 180°C per circa 30-35 minuti. Lasciare raffreddare.
Miscelare lo zucchero a velo con il cucchiaio di succo di limone, finché non diventerà liscio. Versare il composto sulla torta e decorare con un rametto fresco di rosmarino.

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“Finché fisco non ci separi” è il titolo dell’articolo che vi proponiamo.
Un’inchiesta, dalle venature neanche troppo ironiche, su un fenomeno che ci dicono in crescita, le separazioni per motivi fiscali.
Sembra che il nostro tempo segni un’evoluzione: dal matrimonio per amore alla separazione per fisco.
Come si trasformerà il romanzo, nel seguire questi tortuosi percorsi sociali?
Già ci sono molte varianti sul tema. Conosciamo, ad esempio, anche come tema letterario, i matrimoni di interesse. Mentre è meno comune pensare a delle separazioni per amore. Ci viene in mente qualche libro che parli di questo?
Intanto, mentre riflettiamo, vi proponiamo alcuni siti di torte da divorzio. Potete sbizzarrirvi, sono tantissimi!
E vi proponiamo anche il tiramisù scomposto. Qual è la sua particolarità? Quella di mantenere i gusti chiari e distinti. Crema, savoiardi e caffè si possono mescolare, ma anche gustare individualmente, nelle loro specificità. E si può, ad esempio, scegliere un decaffeinato, un caffè d’orzo ecc.  ecc.
Ci sono dei vantaggi!…

Finché fisco non ci separi (huffingtonpost.it)

Torte per divorzio (pinterest.com)

Le torte per il divorzio (pourfemme.it)

Torte per festeggiare il divorzio (cakemania.it)

Tiramisù scomposto
Ingredienti per 8 monoporzione:
16 savoiardi
400 g mascarpone
4 uova
120 g zucchero
8 caffè (o caffè d’orzo o decaffeinato)
8 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di Marsala secco
Scagliette di cioccolato fondente
Procedimento:
Separare i tuorli dagli albumi e montare a neve ben ferma gli albumi, aggiungendo delicatamente la metà dello zucchero. Sbattere i tuorli con le fruste elettriche insieme all’altra metà dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro. Aggiungere ai tuorli con lo zucchero il mascarpone, già lavorato a crema con un cucchiaio, aggiungere il Marsala e incorporare poi anche gli albumi, mescolando delicatamente dal basso in alto. Mettere un po’ di crema del tiramisù in una ciotolina e decorare con le scagliette di cioccolato. Servire la crema insieme a una tazzina di caffè (o decaffeinato o caffè d’orzo) zuccherato e accompagnata da due savoiardi.

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La notizia riguarda una possibile liaison fra media cinesi e russi.
Accordi e guerre mediatiche. E quindi rapporti fra fatti (più o meno oggettivi), esperienze, notizie, propaganda ecc. ecc.
E noi? Come la mettiamo con le torte?
Vi proponiamo un dolce agli agrumi di Sicilia.
Forse. O forse no.
Leggete anche il contenuto della ricetta. E valutate voi di quale torta stiamo parlando.

China, Russia team up to challenge the dominance of Western media (en.people.cn)

Torta agli agrumi di Sicilia
Ingredienti:
25 biscotti al cioccolato
90 g di burro sciolto
200 g di burro di arachidi cremoso
80 g di zucchero a velo
200 g di formaggio spalmabile
250 ml di panna da montare
Procedimento
Sbriciolare i biscotti finemente, in una terrina. Versare il burro sciolto sui biscotti e amalgamare bene. Stendere i biscotti nella tortiera, premendo bene, e cuocere in forno preriscaldato  a 180° C  per 5 minuti. Poi lasciare raffreddare.
Preparare la crema. Montare la panna con le fruste, aggiungere 30 g di zucchero a velo e continuare a montare. Conservare in frigo e intanto mescolare il burro di arachidi con il formaggio. Aggiungere 50 g di zucchero a velo e amalgamare bene. Aggiungere la panna montata, mescolando dal basso verso l’alto. Versare la crema sulla base di biscotti e burro, livellandola con una spatola. Fare raffreddare in frigo per almeno due ore.

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Potremmo non parlare del concerto di Vasco Rossi? In effetti potremmo.
Ma perché perdere un’occasione per abbinare un dolce alla musica, a un concerto?
E poi Vasco ha scritto molte canzoni che vedono le donne protagoniste, che guardano le donne da dentro.
Questo ci permette di mantenere il filo sottile delle ultime notizie pubblicate.
Scegliamo un dolce con le fragole (e con il cioccolato).
Perché?
Ricordate le parole di Sally?

(…) Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia
(…)
Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento (…)

Dolce di fragole e cioccolato (con mascarpone)
Ingredienti:
Una confezione di savoiardi
250 g di mascarpone
125 g di panna montata
3 cestini di fragole
Tre cucchiai di zucchero di canna
1/2 tazzina di caffè
100 g di cioccolato fondente
50 g di cioccolato al latte
3 tazzine di latte
Procedimento
Mettere il mascarpone in una terrina. Ammorbidirlo e montarlo con un cucchiaio di legno, aggiungere zucchero e caffè e continuare a mescolare con. Lavare accuratamente le fragole e frullarle, poi aggiungerle al mascarpone. Infine, incorporare la panna montata e mettere il composto in frigorifero.
Fare sciogliere a bagnomaria 50 g di cioccolato fondente. A parte, fare scaldare due tazzine di latte. Quando il cioccolato sarà sciolto e il latte caldo, versare il latte a poco a poco, a filo, nel pentolino con il cioccolato, mescolando con attenzione ma con decisione. Mettere il latte al cioccolato in un piatto fondo e immergervi a uno a uno i savoiardi. Disporre i savoiardi nel fondo e sui bordi di un recipiente largo e basso. Aspettare una ventina di minuti, poi versare il composto a base di mascarpone e fragole sopra i savoiardi. Collocare il recipiente in frigorifero e intanto fare sciogliere a bagnomaria il rimanente cioccolato. Fare scaldare, a parte, una tazzina di latte e ripetere la procedura per unire cioccolato e latte. Lasciare raffreddare per almeno dieci minuti, poi tirare fuori dal frigo il dolce e coprirlo con il cioccolato. Riporre nuovamente in frigorifero e aspettare almeno 4 ore prima di servire.

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