La torta

La torta è un sapere cangiante, antico e senza tempo. Infinite mutazioni e ricette. Gusti, sapori, sensi coinvolti. Scegliere una torta è un gioco, un movimento di archetipi e forme viventi che risuonano nella nostra storia. Processo alchemico, mai certo, di trasformazione della materia. Potenzialità che può diventare atto in ogni momento, e poi scomparire.
Combinazione di ingredienti e forma a priori. Creatività spontanea o necessità matematica. Rifugio, pausa, casa. Momento di rilassamento e concentrazione. Azione ed esperienza. Contemplazione ed immaginazione. Ritiro dal mondo e immersione nel flusso delle cose. Introspezione e apertura. Appartenenze, memoria e tutto quello che non si sa ancora…
Una torta può accompagnare ogni evento o situazione della nostra vita. Possiamo cercare il sapore e l’effetto adatto ad accompagnare quanto accade. È un gioco, ma può essere molto interessante.

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Scegliamo la notizia dell’attentato di un inglese a dei musulmani. Non perché ci piace l’eccezione, la notizia diversa. E neanche per fare capire che tutti possiamo essere “cattivi”.
La scegliamo come uno dei tasselli che ci fanno vedere come ci possiamo trasformare.
Tutti noi possiamo farci prendere da paura, sospetto, rabbia, rancore, desiderio di vendetta ecc ecc. Tutti siamo a rischio, come ci ricordano tanti esempi nella storia, anche recente. Amici, vicini di casa, parenti, che diventano “nemici”.
Per questo scegliamo anche un libro, un libro non recentissimo, Gente in cammino. Un romanzo ambientato in Algeria, durante gli ultimi anni dell’occupazione francese. Il libro non è fatto solo di questo, naturalmente, ma descrive molto bene il progressivo passaggio di gruppi di persone da amici a nemici. Descrive come questi gruppi si separano fra loro.
Scegliamo una frase, che diventa quasi un monito.
“Persino i civili, francesi o algerini che fossero, delimitavano ognuno il proprio territorio e si osservavano con sguardi astiosi, pronti a tutti quegli eccessi che, già da molto tempo, fermentavano nelle parole così come nei silenzi.”
E dal libro prendiamo anche il dolce, una ricetta molto amata dalla protagonista, i m’semen.

Finsbury Park attack: Man dies as van hits worshippers (bbc.com)

Londra, attacco a Finsbury Park: colpito luogo simbolo della jihad inglese (repubblica.it)

Gente in cammino di Malika Mokeddem

M’semen
Ingredienti:
300 g di farina di semola fine
200 g di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di zucchero
1 bicchiere di olio d’oliva
almeno ½ bicchiere di acqua tiepida
Procedimento
Mescolare entrambe le farine, l’acqua, il sale e lo zucchero. Lavorare con energia fino a ottenere una massa compatta e omogenea (aggiungere altra acqua se necessario). Dividere la massa in palline piccole, ungerle bene con l’olio e poi stendere il più possibile ogni pallina con i polpastrelli fino a formare dei circoli molto sottili.
Piegare un lembo, ungere con l’olio e spolverare con la farina di semola. Ripetere l’operazione con il lato opposto, spolverare di nuovo con la farina di semola, fino a formare un rettangolo.
Piegare il rettangolo in modo da ottenere un quadrato. Ungere con l’olio e cospargere con la farina di semola. Ripetere l’operazione con tutte le palline.
Al momento della cottura appiattire i m’semen con i polpastrelli, poi ungerli con l’olio. Cuocere i m’semen in una padella, fino a che non diventano dorati.
Servirli preferibilmente calde, con miele o marmellata.

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Oggi vi segnaliamo un sito, interessante, vario e accattivante, pensato e condotto da un gruppo di giovani psicologi. Vi consigliamo di esplorarlo, lasciandovi guidare dalla curiosità.
Qui proponiamo due articoli, come esempio. Il primo riguarda la capacità di svolgere più azioni contemporaneamente. Il secondo prende in esame, in modo scientifico e letterario insieme, una carriera criminale.
E la torta? Una golosissima multistrato alle creme di cioccolato e lamponi. Multistrato a richiamare il multitasking del primo articolo e anche la molteplicità, la stratificazione di temi del sito.

Psychondesk La Psiche tra Scienza e Cultura

Le donne sono più multitasking degli uomini: ma è proprio vero?

Ted Bundy: dal furto all’omicidio, la specializzazione della carriera criminale

Torta cremosa multistrato 
Ingredienti:
Torta paradiso
4 tuorli d’uovo
150 g di zucchero
100 g di farina
100 g di fecola
200 g di burro
un pizzico di essenza di vaniglia
un pizzico di essenza di limone
1 bustina di lievito.
Crema al cioccolato
250 ml di latte intero
20 g di maizena
2 tuorli
60 g di zucchero
40 g di cioccolato fondente
10 g di burro
Crema di lamponi
1 uovo
150 g di mascarpone
40 g di zucchero
100 g di lamponi
Procedimento
Per la torta, amalgamare e montare a lungo tuorli, zucchero, burro ed essenze fino a ottenere un composto molto spumoso. Incorporare farina, fecola e lievito a poco a poco, continuando a mescolare delicatamente. Cuocere il composto in una teglia già predisposta a 180° C per 30 minuti.
Preparare la crema al cioccolato. Scaldare il latte e, a parte, in un altro pentolino, miscelare con un cucchiaio di legno i tuorli con lo zucchero, aggiungendo la maizena quando saranno ben montati. Continuare poi a mescolare. Quando il latte giungerà a bollore, aggiungerlo, a poco a poco al composto a base di tuorli, sempre mescolando. Accendere il gas e lasciare addensare a fiamma moderata. A cottura ultimata, mentre la crema è ancora molto calda, aggiungere il cioccolato, sciolto a bagnomaria. Incorporarlo delicatamente, sempre mescolando. Unire, infine i 20 g di burro, a temperatura ambiente. Lasciare freddare la crema al cioccolato trasferendola in una ciotola.
Preparare la crema ai lamponi. Frullare i lamponi e filtrarne il succo attraverso un colino a rete fitta, che ne tratterrà i semini. Montare il tuorlo con lo zucchero in una ciotola, lavorando con una frusta fino ad ottenere un composto spumoso. Unire il mascarpone, già precedentemente sbattuto e mescolato, e poi l’albume montato a neve ben ferma. Mescolare delicatamente la crema con il passato di lamponi.
A questo punto, tagliare in due la torta, farcirla con la crema al cioccolato e coprirla con la crema ai lamponi.

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La notizia di oggi riguarda il pallone, nel senso di gioco del calcio. I diritti TV per il prossimo triennio sono, al momento, invenduti. È l’inizio di un cambiamento o solo un accordo rimandato? Lo sapremo prossimamente.
Intanto, gustiamoci questo dolce a forma di pallone, anzi, di mezzo pallone.

La bolla del calcio italiano è scoppiata: diritti tv al minimo storico, Tavecchio annulla l’asta (huffingtonpost.it)

Pallone a sorpresa
Ingredienti:
Pasta biscotto
3 uova
80 g di zucchero
80 g di farina
Pasta biscotto al cacao
3 uova
80 g di zucchero
80 g di farina
30 g di cacao amaro
Zabaione
4 tuorli d’uovo
80 g di zucchero
4 mezzi gusci (d’uovo) di marsala
Panna montata
400 g di panna da montare
Procedimento
Iniziare a preparare il biscotto semplice, separando i tuorli dagli albumi.
Montare con le fruste elettriche gli albumi, insieme a 30 g di zucchero. In un altro recipiente sbattere bene i tuorli con il rimanente zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Incorporare la farina setacciata. Infine incorporare gli albumi montati, mescolando delicatamente dal basso in alto. Versare il composto in una teglia quadrata (25 cm per 25), già predisposta, e livellarlo in maniera uniforme, con una spatola. Infornare per circa 7 minuti in forno statico già caldo (a 200° C).
Eseguire lo stesso procedimento per il biscotto al cacao, aggiungendo il cacao alla farina.
Stampare o disegnare delle sagome a forma di esagono e di pentagono (lato di 3,5 cm) su un cartoncino e usarle come modello per ricavare dalla pasta biscotto degli esagoni (bianchi) e dei pentagoni (neri). Conservare i ritagli.
Prendere un recipiente da 1,5 litri e 20 cm di diametro e posizionare un pentagono sul fondo, poi sistemare cinque esagoni, uno per ogni lato del pentagono. Continuare a incastrare pentagoni ed esagoni, formando così il pallone. Riempire gli eventuali spazi rimanenti con dei ritagli di pasta biscotto.
Per preparare lo zabaione, dividere i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero utilizzando fruste a mano o elettriche. Versare i tuorli montati in una ciotola a bagnomaria e aggiungere molto gradualmente il marsala, continuando a mescolare. Montare lo zabaione, mantenendolo a bagnomaria, fino a che risulti denso e spumoso.
Montare la panna (che deve essere molto fredda) utilizzando fruste a mano o elettriche.
Incorporare la panna allo zabaione quasi del tutto raffreddato e mescolare delicatamente. Mettere lo zabaione con la panna in frigorifero per 20 minuti.
Versare metà del composto nel recipiente foderato con esagoni e pentagoni, fare poi uno strato di ritagli di pasta biscotto al naturale e versare la seconda metà dello zabaione con la panna. Coprire con i ritagli di biscotto al cacao e mettere in frigorifero per una notte.
Prima di servire, sformare la torta a forma di pallone da calcio su un piatto da portata.

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Fumetti, giochi di ruolo, animazione, giochi da tavolo, videogiochi, cultura pop, anime, manga e tanto Giappone.
Queste alcune delle parole chiave di Etnacomics, l’annuale festival internazionale che si è appena svolto alle Ciminiere, bellissimo e funzionale centro fieristico nel cuore di Catania. Personaggi usciti dalle pagine di fumetti, manga o graphic novels hanno interagito e vissuto per giorni fra architetture industriali e scorci di mare, rendendo reale e condiviso l’immaginario, in mezzo a pagine scritte, mostre, mostri, workshops, sfide, ospiti (dal mondo del cinema, della scrittura, del disegno).
Fiumi di ragazzi interessati e vivi, in un grande laboratorio di futuro e di passato.
Per gustare meglio il festival, proponiamo una ricetta liberamente tratta dalle pagine dei Manga: gli Onigiri. Liberamente tratta perché trasformiamo in dolce un piatto di solito salato, mettendo la marmellata di castagne al posto di tonno, salmone o altro.
E poi vi facciamo una proposta: una sorta di gioco di ruolo fatto con gli ingredienti di una torta. Chi impersonerà la farina, lo zucchero, le uova o qualsiasi altro ingrediente? Come vi combinerete con gli altri? (zucchero e tuorli d’uovo, ad esempio; ma consideriamo anche l’incontro fra farine diverse, in una sorta di sfida).
E quale sarà l’ordine progressivo di comparsa, il tempo di presenza, la performance? Quale lo scenario? Cucina privata, ristorante, cucina da campeggio o di fortuna, ecc ecc.
Solo il premio finale è certo: una fragrante torta!

Etna Comics Facebook fan page

Etna Comics 7° Festival internazionale del fumetto e della cultura Pop

A Catania è “Etna Comics 2017” (lavocedellisola.it)

Un articolo “storico” (repubblica.it)

Onigiri
Ingredienti:
250 g di riso originario
5 castagne
Marmellata di castagne q.b.
Sale q.b.
1 foglio di alga nori
80 g di zucchero
Procedimento
Lavare bene il riso sotto l’acqua corrente.
In una pentola mettere acqua in quantità pari al riso (in questo caso 250 g), un pizzico di sale e cinque castagne pelate. Portare a bollitura, abbassare la fiamma e lasciare cuocere le castagne per 10 minuti. Fare raffreddare l’acqua e aggiungere il riso. Di nuovo portare a bollitura e poi abbassare la fiamma, controllando che il riso non attacchi e mescolando fino a cottura ultimata. Aggiungere lo zucchero e mescolare ancora. Lasciare intiepidire il riso.
Con le mani bagnate, prendere una manciatina di riso (una quantità che possa stare comodamente in una mano piegata a cucchiaio) e, con il pollice, creare un incavo al centro. Inserire un po’ di marmellata di castagne e richiudere. Dare agli Onigiri una forma triangolare, dello spessore di circa 2 dita, oppure conica.
Tagliare l’alga nori in strisce rettangolari e passarle in una ciotola con dell’acqua.
Mettere un rettangolino di alga nori alla base del triangolo (o del cono).
Servire, decorando il piatto di portata con le castagne.

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Oggi pubblichiamo questa ricetta, scritta da Celeste Borgnino. Leggetela e scoprirete che è molto più di una ricetta.

Torte e psicoterapia (Torta cremosa alle fragole)
Sto vivendo un momento di grande dolore.
Le persone a volte in questi giorno mi hanno detto: «Coraggio, sei una psicologa, hai degli strumenti in più!».
Quali strumenti? Il dolore è così grande che si annulla. E io ho solo voglia si stare sdraiata sul divano, odiando queste giornate lunghe e calde che non sono in sintonia con me.
Ieri però sono uscita e sono andata nell’orto Le fragole mature erano lì, melanconiche in attesa di essere raccolte.
Le ho prese (circa 400 g) e sono rientrata, ho acceso il forno, 180°, le ho tagliate a pezzetti, ho impastato 250 gr di ricotta, 150 gr di zucchero, 3 uova intere e 100 gr di olio di girasole. Intanto che si formava un composto cremoso ho setacciato 120 g di farina 00 con 80 g di lievito che ho poi aggiunto al composto insieme alla buccia grattugiata di un limone raccolto dal mio alberello.
Per finire ho versato tutto in una tortiera di 22 cm e ho infornato per 45 minuti.
Tutta la preparazione è stata un lungo colloquio solitario con te che te ne sei andata.
Verso la fine della cottura si è sprigionato nella cucina un profumo delizioso. Era da tanto che non cucinavo più.
Sfornata, non sono riuscita ad aspettare che si raffreddasse, l’ho mangiata tiepida, con un bicchiere di vino, sulla terrazza, al sole, consolata dalla sua dolcezza e fragranza. Grande psicologa la torta.

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Oggi vi proponiamo un’intervista già presente in questo blog, nella sezione torte e psicoterapia.
È un intervista a Piero Cavaleri, terapeuta della Gestalt e didatta, che negli ultimi anni si dedica anche al servizio politico.
L’intervista riguarda le possibili sinergie fra psicoterapia (della Gestalt) e impegno politico. E anche i rischi e le difficoltà che l’impegno sociale deve affrontare nel nostro mondo.
Abbiniamo una torta “terapeutica”. Terapeutica per la selezione degli ingredienti di base, per la scelta degli ingredienti principali (cioccolato e zenzero, entrambi ricchi di proprietà benefiche!) e per il ritmo con cui è scandita la ricetta.
Rilassatevi! Ma restando vigili…

La mia esperienza politica considerata dalla prospettiva gestaltica.
Michela Gecele intervista Piero Cavaleri

Quali strumenti ti ha dato la Psicoterapia della Gestalt (PdG) per il tuo percorso di politica attiva?
Lo strumento principale che la PdG mi ha dato è stata la prospettiva del “campo”. Tutto ciò che accade (le emergenze, i confitti, le disfunzioni ecc.) non può mai essere compreso o modificato riferendolo solo a singoli fatti o singole persone, ma va contestualizzato all’interno di un campo…

In particolare, quali strumenti ti ha dato che non pensavi di avere?
Essere congruente con le mie emozioni mi ha permesso, in molte occasioni, di essere assertivo e sanamente aggressivo, con una vitalità e una energia che non avrei mai sospettato di avere…

E quali strumenti non ti ha dato?
La PdG ti permette di muoverti con disinvoltura nelle sedute individuali, in quelle di coppia, in quelle familiari, al più nei gruppi o in sistemi relazionali di dimensioni modeste…

Come ti sei presentato all’inizio della tua attività politica? Come hai attinto da tutta la tua esperienza, di vita e professionale?
Mi ha aiutato molto presentarmi, fin dall’inizio, come una persona che sa di avere tanti limiti e che proprio per questo non può farcela da solo e ha bisogno di tutti, nessuno escluso…

Nel corso dell’esperienza politica quali introietti si sono sciolti o rafforzati?
L’introietto che si è sciolto: lavorare per il bene comune ti apre ogni strada, ti dà forza ed energia di per sé! Ho sperimentato che non è così! O meglio, che è ingenuo pensarlo …

In che modo la tua esperienza politica ha modificato il tuo lavoro terapeutico?
L’esperienza politica ha modificato il mio modo di essere terapeuta soprattutto nel saper cogliere, molto più di prima, come molte sofferenze e ferite dei nostri pazienti siano in realtà epifenomeni individuali e privati di dinamiche e contraddizioni sociali che vanno al di là del singolo caso…

Facciamo un passo indietro e consideriamo come questa esperienza ha modificato te, il tuo modo di pensare e di essere e, quindi, le tue competenze terapeutiche. In particolare, come sono cambiati lo sfondo e la figura dell’incontro terapeutico?
L’esperienza politica mi ha modificato in modo molto radicale. Mi ha fatto capire che le “narrazioni” della stampa, dei politici non corrispondono quasi mai alla cosiddetta realtà…

Com’è cambiata la tua teorizzazione della PdG?
Se c’è un aspetto della mia teorizzazione gestaltica che è vistosamente cambiato, esso riguarda il peso da dare al modello antropologico su cui si basa la PdG. Chi è l’uomo?…

Cosa vorresti trasmettere della tua esperienza ai terapeuti e ai terapeuti in formazione?
Ai terapeuti e ai terapeuti in formazione proverei ad accennare i temi che ho condiviso prima per capire insieme…

Leggi l’intervista completa cliccando qui

Torta doppio cioccolato e zenzero 
Ingredienti:
200 g di farina integrale
5 cucchiai di fecola di patate
150 g di zucchero di canna
3 uova
1/2 bustina di lievito in polvere
80 g di olio di oliva extravergine
20 g di radice fresca di zenzero
300 g di cioccolato extra fondente 70% criollo monorigine
Procedimento
Montare i tuorli con lo zucchero, preferibilmente a mano, prendendosi il tempo e il piacere di vedere il composto amalgamarsi e crescere, fino a diventare cremoso e spumoso. Sciogliere 100 g di cioccolato fondente a bagnomaria, dopo averlo spezzettato. Guardare il cioccolato mentre si scioglie e diventa cremoso, facilitandolo, con tocchi leggeri, usando un cucchiaio di legno.
Aggiungere l’olio all’impasto di tuorli e zucchero ed emulsionare bene, mescolando prima delicatamente e poi con energia. Unire anche lo zenzero, pelato e tritato finemente, e poi il cioccolato, facendolo colare nell’impasto e mescolando in modo attento, con movimenti ampi e rilassati. Successivamente, aggiungere la farina insieme alla fecola e al lievito: aggiungerli gradualmente, sentendo e assecondando la consistenza dell’impasto.
Aggiungere altri 100 g di cioccolato, questa volta grattugiato o tritato, e poi montare a neve gli albumi, che diventeranno soffici e gonfi, spumosi ma compatti. Inserirli nell’impasto, con un unico movimento, e poi mescolare, dal basso in alto, con attenzione e fermezza.
Versare l’impasto in una tortiera di 22 cm e cuocere in forno statico, preriscaldato a 170°C, per 45/50 minuti. Di tanto in tanto, osservare la torta che cresce, si consolida e cambia colore.
Quando la torta sarà cotta (è importante cogliere il momento giusto), toglierla dal forno, posizionarla su un ripiano e lasciare espandere il profumo nell’ambiente, in preparazione dell’assaggio.
L’ultimo passaggio sarà sciogliere a bagnomaria il restante cioccolato e cospargerlo sulla torta già raffreddata, con una spatola.
Lasciare raffreddare anche il cioccolato, o gustare subito.

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Rimaniamo in Corea con questo film, interessante, vivace, particolare.
Un concerto rock a Pyongyang, il primo nella storia. E questo film lo racconta, lo fa diventare davvero evento, e poi simbolo, metafora, storia.
Il gruppo musicale Laibach è, a sua volta, particolare. Cresciuto in quella che era la Jugoslavia, è poi diventato sloveno, restringendo e spezzettando i suoi confini, com’è stato destino dell’intero Paese.
Prendetevi un po’ di tempo per leggere storia, caratteristiche, polemiche su questo gruppo. Non anticipiamo niente, se non che nella loro poetica o ideologia fanno riferimento addirittura a Zizek.
Torniamo al film.
È ben fatto, gradevole a vedersi, inquietante in giusta misura, improbabile, musicale, energetico, cupo, incongruo, reale. Toglie molti veli a un Paese e a un regime lontani, nella geografia e nella storia.
E ci fa scoprire, come solo l’arte sa fare, molte cose anche di noi stessi.
Le ricette? Proponiamo una seconda ricetta coreana (dopo i biscotti di castagne dell’ultimo post), insieme a un dolce sloveno.
Sono ricette tradizionali e serene, almeno in apparenza. A ognuno di noi la scelta se collocarle in continuità o in opposizione ai temi del film.
Potremmo andare avanti, con una più ampia varietà di gusti, proponendo anche torte dal nord Europa. Perché regia e produzione sono norvegese/lettone. Ma rinviamo questi sapori a una delle prossime volte.

Liberation day (mymovies.it)

Liberation day

Dalla Slovenia all’industrial pop (repubblica.it)

Laibach Spectre (ondarock.it)

Torta di riso coreana agli agrumi e alla cannella
Ingredienti:
200 g di riso
750 ml di latte
170 g di zucchero
4 uova
70 g di burro
2 stecche di cannella
Mezzo cucchiaino di cannella in polvere
1 limone biologico
1 arancia biologica
50 g di pinoli
Rum
50 g di uvetta
Procedimento
Mettere l’uvetta in ammollo in un po’ di rum e accendere il forno a 180° C. Mettere il latte in un pentolino, unendo lo zucchero e le stecche di cannella. Appena il latte bollirà, aggiungere il riso ed estrarre le stecche di cannella.
Fare bollire il riso finché non avrà assorbito tutto il latte, aggiungere le scorze grattugiate dell’arancia e del limone e mescolare per far insaporire il riso con queste essenze, poi versarlo in un contenitore ampio, in modo da farlo raffreddare. Sbattere le uova in una piccola ciotola e aggiungere tutti gli altri ingredienti, esclusi i pinoli (lasciare da parte una manciata di zucchero). Aggiungere, infine, anche il riso raffreddato e mescolarlo bene con gli altri ingredienti. Versare il composto in una teglia imburrata e coperta con del pangrattato. Coprire la superficie della torta di riso con lo zucchero rimasto e con i pinoli e infornare a 180° C per circa un’ora. Quando la torta sarà fredda, staccarla dai bordi con l’aiuto di un coltello, adagiare su un piatto e servire.

Potica
Ingredienti:
5 tazze di farina
2 cucchiai di zucchero
4 tuorli d’uovo
1 tazza e 1/2 di latte
30 g di lievito di birra fresco
120 g di burro
1 tazza di miele
1 tazza e 1/2 di uva passa
1 tazza e 1/2 di noci tritate
1 cucchiaio di cannella
Procedimento
Sciogliere il lievito spezzettato, 1 cucchiaino di zucchero e 3 cucchiai di farina in un po’ di latte tiepido. Mescolare bene e lasciare riposare in luogo caldo, per almeno mezz’ora.
In un recipiente grande mescolare 60 g di burro con lo zucchero rimasto. Inserire i tuorli d’uovo uno alla volta, sbattendo bene dopo ogni inserimento. Aggiungere la miscela di lievito, il latte rimanente e, poca alla volta, la farina, continuando a mescolare bene. Lavorare l’impasto, a mano (o con un’impastatrice) su una superficie leggermente infarinata, finché diventerà liscio ed elastico. Posizionare l’impasto in una ciotola, coprire con un panno umido, e lasciare lievitare in un luogo tiepido e umido per circa 1 ora.
Su una superficie leggermente infarinata, dividere l’impasto in due parti uguali e stenderlo fino a uno spessore di circa mezzo centimetro. Spalmare con burro fuso, miele, uva passa, noci e cannella. Rotolare entrambe le parti e pizzicare le estremità. Posizionare il lato della chiusura verso il basso, su una teglia predisposta. Lasciare lievitare ancora mezz’ora.
Cuocere in forno preriscaldato a 175° C per circa 60 minuti o finché la parte superiore non diventerà di colore marrone dorato.

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Molte notizie, non buone, arrivano dalla Corea del Nord negli ultimi tempi.
Qua vediamo la più recente, il lancio del missile avvenuto ieri.
Ma come siamo arrivati a questa situazione, a queste due Coree? La letteratura, come sempre, può aiutarci a capire.
Consigliamo questo romanzo, L’ospite (oltre a tanta altra letteratura coreana e a molti, interessantissimi, film), e proponiamo una ricetta coreana: biscotti di castagne.

“L’ospite” di Hwang Sok-Yong: anime e ferite delle due Coree (dailystorm.it)

Nord Corea: “Il missile era in grado di colpire gli Usa con una testata nucleare” (repubblica.it)

Biscotti di castagne
Ingredienti (per 12 biscotti):
240 g di castagne senza buccia
2 cucchiai e 1/2 di miele
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 – 2 cucchiai di pinoli tritati
1 cucchiaino di tè verde in polvere
Procedimento
Lavare le castagne in acqua fredda. Metterle in una pentola piccola e aggiungere acqua sufficiente a coprirle. Fare bollire per 15 minuti a fuoco medio alto. Abbassare il fuoco e cuocere a fuoco lento per altri10 minuti.
Sciacquare le castagne in acqua fredda. Tagliarle in senso longitudinale, metterle in un mortaio o in una ciotola e pestarle con un pestello fino a quando non ci saranno più grumi. Successivamente, passarle in uno schiacciapatate.
Porre due cucchiai di miele e la cannella in un pentolino e cuocere a fuoco medio, mescolando bene.
Versare lo sciroppo sopra le castagne e mescolare, prima con un cucchiaio di legno e poi a mano, impastando fino a rendere la pasta liscia e morbida.
Dividere l’impasto a metà e ogni metà in 6 pezzi, per un totale di 12 biscotti. Coprire i pezzi di impasto, in modo che non si asciughino, mentre si iniziano a lavorare a uno a uno.
Formare con ogni pezzo un biscotto a forma di castagna. Immergerne l’estremità più grande nel miele e poi nei pinoli tritati e nel tè verde.
Servire con tè caldo.

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Oggi ci dedichiamo alla nonna di Macron, attraverso questo Buongiorno di Mattia Feltri.
E vi proponiamo la torta della nonna (di tutte le nonne, quindi, non solo di quella di Macron).
Scriviamo qui la ricetta, ma con una piccola variante. Leggete, per scoprire qual è.

La nonna di Macron (lastampa.it)

Torta della Nonna
Ingredienti:
Per la Crema
2 tuorli
50 g di zucchero
40 g di farina
½ litro di latte
La scorza di 1 limone
3 g di curcuma
Per la Frolla
240 g di farina
120 g di burro
½ bustina di lievito
120 g di zucchero
1 uovo e un tuorlo
Per completare
Pinoli q.b.
Zucchero a velo q.b.
Procedimento
Preparare la frolla, mescolando velocemente zucchero, uova, burro, farina e lievito, fino a che l’impasto risulterà morbido ed elastico.
Scaldare il latte con la scorza del limone e con la curcuma. A parte, montare lo zucchero con i tuorli, aggiungere poi la farina e il latte, privato della scorza di limone.
Stendere 3/4 dell’impasto in una tortiera di 22 cm, farcirlo con la crema e ricoprire con uno strato sottile di impasto. Sigillare bene e completare con un po’ di pinoli (prima messi a mollo in acqua fredda). Infornare, in forno già caldo, a 200° C. Cuocere per 30 minuti .
Quando la torta sarà fredda, spolverare con zucchero a velo.

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Dalla Francia alla Germania, dai macarons ai krapfen (anche se in questo post non li chiamiamo così, ma Berliner Pfannkuchen).
Andiamo con ordine: prima il film, B-Movie: Lust & Sound in West-Berlin 1979-1989.
Un film che ci fa vivere la Berlino anni ’80. Tutta la sua musica, energia, solitudine, desiderio, trasgressione. Un laboratorio, vero.
Durante e dopo la visione vi dimenticherete di essere dove siete e vi ritroverete là (e allora), nella Berlino anni ’80.
Consigliatissimo!
E come dolce compagnia consigliatissimi i Berliner, o Pfannkuchen, o Berliner Pfannkuchen.

B-Movie: Lust & Sound in West-Berlin 1979-1989 (mymovies.it)

Berliner Pfannkuchen 
Ingredienti:
250 ml latte intero
70 g di burro
350 g di farina Manitoba
150 g di farina 00
25 g di lievito di birra fresco
50 g di zucchero + 1 cucchiaino
1 uovo intero e 2 tuorli
Scorza di un limone
Un baccello di vaniglia
1 pizzico di sale
180 g di confettura di albicocche
Zucchero a velo q. b.
Olio di girasole q.b.
Preparazione
Sciogliere il lievito di birra in mezzo bicchiere di latte intiepidito e addolcito con un cucchiaino di zucchero. Mescolare il latte rimasto con lo zucchero, i semini di vaniglia, il sale e le uova. Setacciare le farine e versarle in un mixer, insieme alla buccia grattugiata di un limone, azionare il mixer e unire poco alla volta il composto di latte e zucchero e quello di latte, zucchero e uova. Lavorare bene tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi unire il burro, ammorbidito e tagliato a pezzetti. Lavorare l’impasto fino a che diventerà liscio ed elastico.
Adagiarlo in un recipiente coperto con un canovaccio e lasciare lievitare per almeno 1 ora.
Lavorare poi il rotolo di pasta e dividerlo in 16 parti, formando delle ciambelle.
Scaldare in un tegame abbondante olio e friggere a fuoco moderato i Berliner, pochi alla volta, rigirandoli per farli dorare su entrambi i lati. Toglierli dal tegame con una schiumarola, sgocciolare e asciugare con della carta assorbente, prima di cospargerli di zucchero a velo.

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