La torta

La torta è un sapere cangiante, antico e senza tempo. Infinite mutazioni e ricette. Gusti, sapori, sensi coinvolti. Scegliere una torta è un gioco, un movimento di archetipi e forme viventi che risuonano nella nostra storia. Processo alchemico, mai certo, di trasformazione della materia. Potenzialità che può diventare atto in ogni momento, e poi scomparire.
Combinazione di ingredienti e forma a priori. Creatività spontanea o necessità matematica. Rifugio, pausa, casa. Momento di rilassamento e concentrazione. Azione ed esperienza. Contemplazione ed immaginazione. Ritiro dal mondo e immersione nel flusso delle cose. Introspezione e apertura. Appartenenze, memoria e tutto quello che non si sa ancora…
Una torta può accompagnare ogni evento o situazione della nostra vita. Possiamo cercare il sapore e l’effetto adatto ad accompagnare quanto accade. È un gioco, ma può essere molto interessante.

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Mettiamo insieme queste notizie, con una punta di ironia. Per aiutarci a ricordare che i meccanismi protettivi, per essere efficaci, devono seguire, e non sostituire, l’individuazione dei problemi.
La prima notizia è che un alto numero di specchietti retrovisori rotti, a Snellville, in Georgia, aveva fatto pensare alla presenza di vandali, a una possibile banda di ragazzi.
Si è poi scoperto che il vandalo era un picchio.
Nella seconda notizia, si parla di zaini antiproiettile per i ragazzi di una scuola in Florida. Forse, prima o poi, si scoprirà che la causa da debellare è la vendita libera delle armi da fuoco…
…quale dolce abbiniamo?
Una torta con mele e noci, due frutti, pare, molto amati dai picchi.

Pesky woodpecker breaks car mirrors in Georgia neighborhood (startribune.it)

Woodpecker breaking car mirrors in Georgia (6abc.com)

This Florida school is selling bulletproof panels for students’ backpacks (cnn.com)

Torta di mele e noci
Ingredienti:
300 g di farina
150 g di zucchero (+ un cucchiaio per la crema)
150 g di burro (di cui 50 g per la crema e 80 g per l’impasto)
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
Qualche cucchiaio di latte
Cannella q.b.
3 mele golden
150 g di noci (sgusciate)
Procedimento
Sbucciare le mele e tagliarle a fettine. Mettere 250 g di farina e 80 g di burro in una terrina, aggiungere il latte, le 2 uova intere, lo zucchero, il lievito e mescolare il tutto. Versare l’impasto in uno stampo predisposto (preferibilmente con fondo estraibile) di 24 cm e disporre le mele precedentemente tagliate sull’impasto.
In una terrina, mettere 50 g di burro, 50 g di farina, la cannella, le noci tritate, un cucchiaio di zucchero e qualche cucchiaio di latte. Mescolare bene. Versare la crema ottenuta sull’impasto con le mele e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa 35-40 minuti.
Lasciare intiepidire prima di sformare la torta.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

In un locale di Tijuana – una città messicana – un cartello dice alle donne cosa fare nel caso si sentano minacciate, importunate, in pericolo: devono ordinare un cocktail, chiamato Medio Mundo.
Un cocktail che è anche un messaggio in codice, una richiesta d’aiuto.
Semplice, no? E creativo. E geniale.
E necessario. Per chi vuole fare qualcosa per le donne, anche all’interno di un locale, in un paese con una alto tasso di femminicidi e di aggressioni alle donne.
In omaggio a tutto questo, vi offriamo, ci offriamo, una torta vitaminica, sperando di non doverla mai usare come messaggio in codice, per denunciare abusi, minacce o violenze.

‘Medio mundo’: el cóctel de un bar de Tijuana para denunciar la violencia machista (elpais.com)

Torta di agrumi e carote (con vitamine ACE)
Ingredienti (per uno stampo da 22-24 cm di diametro):
250 g di farina 00
50 g di fecola di patate
200 g di zucchero di canna
3 uova
1 bustina di lievito in polvere per dolci
1 arancia non trattata
1 limone non trattato
1 bustina di vanillina
2 carote medie
100 ml di olio di semi di girasole
Procedimento
Montare le uova intere con lo zucchero fino a che non diventeranno gonfie, cremose e chiare.
Tagliare gli agrumi (con la buccia) prima a metà e poi in spicchi e metterli nel frullatore. Aggiungere anche le carote, pelate e in piccoli pezzi, e frullare fino a che si otterrà un composto morbido.
Incorporare alle uova montate il composto di carote, arancia e limone, l’olio, la farina, la fecola di patate, la vanillina ed il lievito setacciati. Mescolare delicatamente, fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Versare l’impasto nello stampo predisposto e cuocere la torta in forno preriscaldato a 180°C, per 30-35 minuti, verificando la cottura con uno stecchino di legno.
Lasciare raffreddare bene la torta con vitamine ACE, prima di consumarla.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Oggi vi portiamo una notizia “domestica”.
Sono iniziate le presentazioni del quarto giallo della serie Ada, torte e delitti: Le strade del gioco (collana Passi nel buio, editore Forme libere).
Le prime tappe ci portano in due splendidi luoghi di mare: l’isola di Ischia e la città di Trieste.
Naturalmente, per accompagnare la notizia, scegliamo un dolce liberamente tratto dal libro stesso. Un crumble di avena, mandorle e pistacchio, che si apre in un morbido ripieno di ricotta e pere.
Buona – e golosa – lettura!

Crumble di avena, mandorle e pistacchio con ripieno di ricotta e pere
Ingredienti:
Per la base:
150 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
100 g di burro ammorbidito
Per il ripieno:
500 g di ricotta fresca
2 pere grandi
100 g + 2 cucchiai di zucchero di canna
2 uova
1 cucchiaino di cannella
Per il crumble di copertura:
50 g di fiocchi d’avena
30 g di mandorle tritate
30 g di pistacchi tritati
50 g di zucchero di canna
50 g di burro ammorbidito
100 g di farina 00
Procedimento
Preparare la base: Unire tutti gli ingredienti e impastare brevemente, ottenendo un composto non compatto e quasi a briciole. Compattare il composto sul fondo di una tortiera rettangolare 30 cm x 20 cm e cuocere per 15 minuti in forno statico preriscaldato a 180°C.
Lasciare raffreddare.
Preparare il ripieno: Amalgamare la ricotta e lo zucchero, utilizzando una frusta elettrica. Aggiungere poi le uova, uno alla volta e sempre mescolando
A parte, unire alle pere, già tagliate a dadini, i due cucchiai di zucchero e la cannella.
Stendere sulla base raffreddata prima uno strato di crema di ricotta e poi le pere.
Preparare il crumble: Impastare tutti gli ingredienti, ottenendo, nuovamente, un composto non compatto. Cospargerlo a briciole sopra gli strati già composti.
Cuocere per 30 minuti in forno statico preriscaldato a 180°C. Lasciare raffreddare il crumble prima di sformarlo.
Una volta sformato, decorare a piacere, con cioccolato fondente fuso o caramello, oppure con granella di pistacchio e mandorle.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

WP_003739 WP_003740

Mostra fotografica sull’architettura dello Yemen, al Mao di Torino.
Una mostra sulla bellezza. Bellezza non solo statica e museale, ma viva e pulsante. Perché le particolarissime competenze architettoniche oggetto della mostra sono ancora presenti e attuali, tramandate fra le maestranze di generazione in generazione.
Una mostra che ci aiuta anche a ricordare quanto sta avvenendo in Yemen. Guerra civile, occupazione, guerra, colera.
E la bellezza che muore in silenzio… Come ci ricorda l’ultimo cartellone della mostra. Raccogliamo questo disperato grido d’allarme, anche ricordando il nostro post del 3 agosto.
Non vi proponiamo una torta, vi chiediamo invece di pensare a una torta e di offrirla, simbolicamente, allo Yemen.

WP_003741WP_003742

WP_003743

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Slow food va in Cina, e ci andiamo anche noi.
Anche perché il congresso internazionale di Slow food non si è svolto in una generica Cina, ma in un luogo ben preciso: a Chengdu, in Sichuan, vero paradiso gastronomico (oltre che regione dei parchi in cui vive il panda gigante).
Cucina speziata, raffinata e varia, caratterizzata da sapori forti ma ben bilanciati.
Zenzero e pepe autoctoni si sposano, benissimo, con il peperoncino, completando carni, verdure, tofu. Una delizia.
Per una volta, saremmo stati tentati di pubblicare una ricetta “salata”, in omaggio a questa cucina lontana.
Ma abbiamo resistito.
Vi presentiamo, invece, un gelato al pepe verde del Sichuan.

VII Congresso internazionale di Slow food (slowfood.it)

Slow Food: da Parigi a Chengdu guardando al futuro (slowfood.it)

Carlo Petrini: “Insegniamo ai cinesi a mangiare meglio per salvare il pianeta” (repubblica.it)

Gelato al pepe verde del Sichuan
Ingredienti:
5 dl di latte
5 dl di panna fresca
4 tuorli
250 g di zucchero
un cucchiaio di pepe verde conservato al naturale
1 cucchiaio di vino liquoroso cinese (o di cognac)
1 bustina di vanillina
Procedimento
Montare i tuorli con lo zucchero finché non diventeranno spumosi. Scaldare latte e panna fino a portarli ad ebollizione, poi versarli, molto gradualmente, sui tuorli montati, sempre continuando a mescolare. Aggiungere la vanillina e il liquore. Cuocere la crema a bagnomaria, finché risulterà abbastanza densa. Farla raffreddare e poi frullarla, brevemente, con il pepe verde.
Versare nella gelatiera e preparare il gelato.
Procedimento senza la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore lungo e stretto munito di coperchio e riporlo nella parte più fredda del freezer per circa un’ora e mezza. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata in superficie, alla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità e poi riporla nuovamente nella vaschetta e in freezer. Ripetere il procedimento per altre due volte a intervalli di un’ora e mezza. Dopo la terza volta, trasferire il gelato nella vaschetta e rimetterlo in freezer per 30-60 minuti. Prima di servirlo, spostarlo in frigorifero per 20 minuti.
Il gelato può essere servito solo oppure insieme a frutti di bosco o a crostate alla frutta.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Riprendiamo il filo dall’ultimo post.
Il club degli chefs degli chefs, le cucine dei potenti del mondo ci fanno ricordare un film, tratto da una storia vera, La cuoca del presidente (il presidente in oggetto è Mitterand). La storia di una donna non sofisticata, con un grande amore per il cibo, inteso come vero nutrimento. Nel film, la lotta non si gioca nelle cancellerie, nei palazzi presidenziali, sugli scenari internazionali. Si gioca nelle cucine. E la protagonista risulterà (forse) perdente.
Vi proponiamo una delle sue ricette, la torta Saint Honoré con crema della nonna.

“Siamo noi a prendere per la gola i potenti della Terra” (lastampa.it)

La cuoca del Presidente (mymovies.it)

Storia di Danièle, signora ribelle che diventò “La cuoca del presidente” (repubblica.it)

Torta Saint Honoré con crema della nonna
Ingredienti:
Per i bignè
100 g di burro
1/4 di litro d’acqua
1 cucchiaino di zucchero
125 g di farina 00
4 uova
Un pizzico di sale
Per la crema della nonna
1 l di latte
300 g di zucchero
7 uova medio/grandi
120 g di farina
2 bustine di vanillina
Per la pasta sfoglia 
1 rotolo di pasta sfoglia
Per il caramello
150 g di zucchero
1 cucchiaio di acqua
Procedimento
Preparare i bignè
Fare sciogliere il burro a bagnomaria e, quando tiepido, unire delicatamente alla farina. Fare bollire l’acqua con lo zucchero ed il sale e aggiungere al composto, in un pentolino. Mettere il pentolino sul fuoco (basso) e mescolare in modo continuo, fino a quando si sarà formato un composto liscio, omogeneo e che si stacca facilmente dai bordi della pentola. Togliere dal fuoco, fare raffreddare e aggiungere, una alla volta, le uova, sempre mescolando bene. Mettere l’impasto in una tasca da pasticciere con bocchetta a foro liscio e formare dei bignè, direttamente su una placca da forno precedentemente imburrata ed infarinata. Non dovranno essere più grandi di un nocciolo di albicocca. Infornare a 200°C per circa 15 minuti, o fino a quando saranno diventati dorati. Fare raffreddare prima di farcirli.
Preparare la crema della nonna
Fare bollire il latte con la vanillina. Mescolare i tuorli con lo zucchero, fino a che diventeranno spumosi, e poi incorporare, gradualmente, la farina.
Aggiungere un po’ di latte caldo, amalgamare bene ed infine trasferire il composto sul fuoco, facendo bollire a fiamma bassa per almeno 5 minuti, mescolando continuamente. Versare la crema sui bianchi d’uovo montati a neve ben ferma, incorporandoli con delicatezza, in modo che la crema calda cuocia gli albumi.
Fare raffreddare, dopo avere ricoperto la crema con la pellicola trasparente, in modo che non si formi la pellicina.
Preparare la base di sfoglia ed il caramello
Formare un disco di pasta sfoglia, di circa 25 cm di diametro, e bucherellarlo con una forchetta. Cuocere in forno statico già caldo a 200°C, fino a che diventerà dorato. Toglierlo dal forno e tenerlo da parte. In un pentolino preparare il caramello, facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua. Quando lo zucchero avrà assunto un colore dorato, togliere il pentolino dal fuoco e immergerlo in una ciotola contenente dell’acqua calda, in modo che il caramello non indurisca.
Preparare la Saint Honoré
Appoggiare il disco di pasta sfoglia sul piatto da portata e spennellarlo con un po’ di zucchero caramellato. Incidere il fondo di ogni bignè e farcirli con la crema pasticcera. Immergere la parte superiore di ogni bignè nel caramello e disporre i bignè a corona, appoggiandoli al bordo del disco di pasta sfoglia.
Riempire il centro vuoto della torta con la crema della nonna, usando la tasca da pasticciere a bocchetta rigata.
Conservare la torta in frigorifero per almeno due ore, fino al momento di servirla.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ci sono appena state le elezioni in Germania, lo sappiamo tutti.
Qua non vogliamo analizzare se Angela Merkel abbia vinto o perso. Né parliamo di tendenze sociali e politiche, di analisi dell’elettorato o di quali siano le conseguenze in Europa di queste elezioni. Neanche parliamo della storia che cambia, delle tendenze dell’intero continente, di partiti xenofobi o di estrema destra.
Qua ci chiediamo solo quali siano i dolci preferiti da Frau Merkel. E poi, in omaggio ai (pare) da lei molto amati formaggi, vi proponiamo una Käsekuchen tedesca.
Una curiosità: sapevate che esiste un club degli chefs degli chefs? Sono i cuochi che lavorano per i capi politici più importanti (o più golosi) del mondo. Chissà quanto influenzano la politica mondiale!

Ma cosa mangia la Merkel? (tvsvizzera.it)

„Merkel mag als Dessert gerne Käse“ (faz.net)

Le Club des Chefs des Chefs

Käsekuchen
Ingredienti:
Per la base
180 g di farina 00
80 g di burro
60 g di zucchero
1 uovo
1 limone (la scorza grattugiata)
Per la crema al formaggio:
800 g di formaggio Quark (o Philadelphia)
180 gr di zucchero
3 uova
1 bustina di preparato per budino alla vaniglia
Succo di mezzo limone
Procedimento
Mettere in un mixer la farina, lo zucchero, l’uovo, il burro a pezzi e la scorza grattugiata del limone e frullare tutto, fino a che il composto sarà ben amalgamato.
Riporre l’impasto, in forma di sfera o panetto, in una terrina, coprire con un telo, e farlo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.
Per preparare la crema, montare a neve ben ferma gli albumi e tenerli da parte.
Mescolare lo zucchero, i tuorli, il formaggio, il preparato per budino e il succo di limone e lavorare fino ad ottenere una crema. Incorporare gli albumi montati a neve, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
Stendere la pasta frolla in una tortiera di 24 cm di diametro, imburrata e infarinata, coprendo i bordi per circa due centimetri di altezza.
Versare la crema sulla base e cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per circa un’ora.
Sfornare la torta e lasciarla intiepidire, poi riporla in frigorifero e farla rassodare per almeno 4-5 ore.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Una torta (francese) senza farina, per una Parigi senza auto…
…perché la notizia è questa: la città di Parigi procede, velocemente, verso un futuro senza auto private.

Un futuro senz’auto? (internazionale.it)

Parigi è verde: entro il 2020 solo auto elettriche, bici e giardini pensili (linkiesta.it)

Torta francese (o parigina)
Ingredienti:
200 g di cioccolato fondente
200 g di burro
5 uova (a temperatura ambiente)
150 g di zucchero di canna
Succo di limone (qualche goccia)
100 g di mandorle tritate
Zucchero a velo q.b.
Procedimento
Tagliare a pezzetti il cioccolato e il burro e farli sciogliere a bagnomaria, mescolando delicatamente. Togliere dal fuoco e mettere da parte.
Montare i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere poi il cioccolato e il burro, ormai tiepidi, e le mandorle tritate. Montare gli albumi a neve ben ferma, aggiungendo poche gocce di limone, e inserirli nel composto, mescolando delicatamente dal basso in alto. Mettere l’impasto in una teglia imburrata e infarinata.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti circa (fare la prova stecchino). Lasciare riposare la torta per 10-20 minuti, prima di metterla sul piatto da portata.
Spolverizzare con zucchero a velo e servire.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Tempi duri per l’esportazione di gorgonzola in Cina.
Ci consoliamo con un dolce a base di questo splendido formaggio.

La Cina blocca le importazioni di gorgonzola, a rischio anche il taleggio (lastampa.it)

Torta al gorgonzola con miele di zagare
Ingredienti:
90 g di gorgonzola dolce
110 g di formaggio spalmabile (tipo Philadelphia)
120 g di panna fresca
130 g di zucchero
5 uova
40 g di maizena
40 g di burro
70 g di zucchero
miele di zagare q.b.
Procedimento
Passare al setaccio il gorgonzola (per evitare o ridurre i grumi). Aggiungere il formaggio spalmabile, 60 g di zucchero, la maizena, il burro, la panna e i tuorli. Mescolare ed amalgamare molto bene, fino a quando il  composto sarà cremoso.
Montare a neve ben ferma gli albumi, aggiungendo, a metà dell’operazione, 70 g di zucchero, poi amalgamare con delicatezza il composto a quello con il formaggio.
Versare il tutto in una tortiera di 24 cm di diametro, foderata con della carta forno, e cuocere a 180° C per circa 20 minuti. Abbassare poi la temperatura del forno a 160° e cuocere ancora per circa 20 minuti.
Fare raffreddare e servire con un velo di miele.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Un libro sconosciuto è entrato nella classifica dei libri più venduti negli Stati Uniti.
Come?
Lo leggerete nell’articolo. Ma vi anticipiamo che è bastato conoscere i meccanismi dietro le quinte. Sapere che, per stilare la classifica, vengono considerate solo le vendite di alcune librerie. E così, proprio in quelle librerie, sono state ordinati grossi quantitativi del libro…
Semplice, no!
È solo una truffa o è anche lo svelamento di un meccanismo, di una costruzione cultural-sociale, con tutti i suoi limiti e punti deboli?
Facciamo un salto, grosso, ma non azzardato, arrivando fino ai riti di iniziazione. Ai riti di passaggio per diventare adulti, nelle società definite come “tradizionali”.
Da molto tempo, ormai, in antropologia culturale non si considerano più i riti di iniziazione come un  momento per tramandare le tradizioni, per trasmettere i saperi della vita adulta dai vecchi ai giovani. Al contrario, queste fasi di transizione sono una sorta di limbo. Un momento in cui le strutture sociali, l’organizzazione della quotidianità, le convinzioni e le credenze vengono viste dal di fuori, a distanza.
Nelle fasi di transizione, definite come riti di iniziazione, le nuove generazioni vedono che quanto viene loro proposto è solo uno dei tanti modi per costruire un essere umano e una società.
Si tratta di una fase di relativizzazione delle certezze, nella quale vengono svelati i meccanismi dietro le quinte. E si intuisce che tutta la stabile organizzazione sociale è solo una sorta di finzione, concordata e condivisa.
Ed è proprio così che ci sentiamo leggendo la truffa raccontata dal New York Times…
Cosa le abbiniamo? Un dolce tradizionale sloveno. Il primo dolce, così si dice, che le ragazze “in età da marito” imparavano a cucinare: un vero e proprio rito di iniziazione!
Chissà qual era la sua vera funzione? Cosa svelava?…
Buon appetito!

La truffa che ha fatto entrare un libro sconosciuto nella classifica del New York Times (ilpost.it)

Putizza (o Potica)
Ingredienti:
Per la pasta
1 kg di farina
30 g di lievito di birra fresco
3 tuorli d’uovo
300 ml di latte intero tiepido
120 g di burro
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno
700 g di noci
200 g di miele
50 g di zucchero
150/200 ml di latte caldo
1 uovo
Cannella q.b.
Grappa q.b.
Per decorare 
1 uovo
Zucchero a velo q.b.
Procedimento
Mettere a bagno il lievito spezzettato nel latte tiepido, con due cucchiai di farina. Lasciare riposare in un luogo tiepido per almeno mezz’ora, finché non sarà visibile la fermentazione (inizierà a fare bolle). Aggiungere tutti gli altri ingredienti, lavorando l’impasto in una impastatrice o a mano, finché non sarà liscio ed elastico. Lasciarlo lievitare, coperto da un canovaccio, in un luogo tiepido e umido, per almeno 45 minuti o fino a quando appariranno delle bolle, e la pasta si separerà facilmente dalla ciotola.
Nel frattempo, preparare il ripieno. Macinare le noci e mescolarle al latte caldo. Riscaldare il miele fino a quando non diventerà liquido e mescolarlo alle noci e al latte, aggiungendo anche zucchero e cannella. Aggiungere l’uovo e un goccio di grappa, mescolando con energia e accuratamente.
Stendere la pasta ad un’altezza di circa ½ cm di spessore, quindi cospargerla con il ripieno. Arrotolare l’impasto ben stretto e metterlo in uno stampo imburrato. Lasciare la Putizza a lievitare nuovamente per almeno un’ora. Prima della cottura, spennellare con dell’uovo sbattuto e poi infornare a 180° C per circa un’ora.
Sfornare e lasciare riposare nello stampo per almeno mezz’ora prima di sformare il dolce e di spolverarlo di zucchero a velo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento