Oggi vi proponiamo un’intervista già presente in questo blog, nella sezione torte e psicoterapia.
È un intervista a Piero Cavaleri, terapeuta della Gestalt e didatta, che negli ultimi anni si dedica anche al servizio politico.
L’intervista riguarda le possibili sinergie fra psicoterapia (della Gestalt) e impegno politico. E anche i rischi e le difficoltà che l’impegno sociale deve affrontare nel nostro mondo.
Abbiniamo una torta “terapeutica”. Terapeutica per la selezione degli ingredienti di base, per la scelta degli ingredienti principali (cioccolato e zenzero, entrambi ricchi di proprietà benefiche!) e per il ritmo con cui è scandita la ricetta.
Rilassatevi! Ma restando vigili…

La mia esperienza politica considerata dalla prospettiva gestaltica.
Michela Gecele intervista Piero Cavaleri

Quali strumenti ti ha dato la Psicoterapia della Gestalt (PdG) per il tuo percorso di politica attiva?
Lo strumento principale che la PdG mi ha dato è stata la prospettiva del “campo”. Tutto ciò che accade (le emergenze, i confitti, le disfunzioni ecc.) non può mai essere compreso o modificato riferendolo solo a singoli fatti o singole persone, ma va contestualizzato all’interno di un campo…

In particolare, quali strumenti ti ha dato che non pensavi di avere?
Essere congruente con le mie emozioni mi ha permesso, in molte occasioni, di essere assertivo e sanamente aggressivo, con una vitalità e una energia che non avrei mai sospettato di avere…

E quali strumenti non ti ha dato?
La PdG ti permette di muoverti con disinvoltura nelle sedute individuali, in quelle di coppia, in quelle familiari, al più nei gruppi o in sistemi relazionali di dimensioni modeste…

Come ti sei presentato all’inizio della tua attività politica? Come hai attinto da tutta la tua esperienza, di vita e professionale?
Mi ha aiutato molto presentarmi, fin dall’inizio, come una persona che sa di avere tanti limiti e che proprio per questo non può farcela da solo e ha bisogno di tutti, nessuno escluso…

Nel corso dell’esperienza politica quali introietti si sono sciolti o rafforzati?
L’introietto che si è sciolto: lavorare per il bene comune ti apre ogni strada, ti dà forza ed energia di per sé! Ho sperimentato che non è così! O meglio, che è ingenuo pensarlo …

In che modo la tua esperienza politica ha modificato il tuo lavoro terapeutico?
L’esperienza politica ha modificato il mio modo di essere terapeuta soprattutto nel saper cogliere, molto più di prima, come molte sofferenze e ferite dei nostri pazienti siano in realtà epifenomeni individuali e privati di dinamiche e contraddizioni sociali che vanno al di là del singolo caso…

Facciamo un passo indietro e consideriamo come questa esperienza ha modificato te, il tuo modo di pensare e di essere e, quindi, le tue competenze terapeutiche. In particolare, come sono cambiati lo sfondo e la figura dell’incontro terapeutico?
L’esperienza politica mi ha modificato in modo molto radicale. Mi ha fatto capire che le “narrazioni” della stampa, dei politici non corrispondono quasi mai alla cosiddetta realtà…

Com’è cambiata la tua teorizzazione della PdG?
Se c’è un aspetto della mia teorizzazione gestaltica che è vistosamente cambiato, esso riguarda il peso da dare al modello antropologico su cui si basa la PdG. Chi è l’uomo?…

Cosa vorresti trasmettere della tua esperienza ai terapeuti e ai terapeuti in formazione?
Ai terapeuti e ai terapeuti in formazione proverei ad accennare i temi che ho condiviso prima per capire insieme…

Leggi l’intervista completa cliccando qui

Torta doppio cioccolato e zenzero 
Ingredienti:
200 g di farina integrale
5 cucchiai di fecola di patate
150 g di zucchero di canna
3 uova
1/2 bustina di lievito in polvere
80 g di olio di oliva extravergine
20 g di radice fresca di zenzero
300 g di cioccolato extra fondente 70% criollo monorigine
Procedimento
Montare i tuorli con lo zucchero, preferibilmente a mano, prendendosi il tempo e il piacere di vedere il composto amalgamarsi e crescere, fino a diventare cremoso e spumoso. Sciogliere 100 g di cioccolato fondente a bagnomaria, dopo averlo spezzettato. Guardare il cioccolato mentre si scioglie e diventa cremoso, facilitandolo, con tocchi leggeri, usando un cucchiaio di legno.
Aggiungere l’olio all’impasto di tuorli e zucchero ed emulsionare bene, mescolando prima delicatamente e poi con energia. Unire anche lo zenzero, pelato e tritato finemente, e poi il cioccolato, facendolo colare nell’impasto e mescolando in modo attento, con movimenti ampi e rilassati. Successivamente, aggiungere la farina insieme alla fecola e al lievito: aggiungerli gradualmente, sentendo e assecondando la consistenza dell’impasto.
Aggiungere altri 100 g di cioccolato, questa volta grattugiato o tritato, e poi montare a neve gli albumi, che diventeranno soffici e gonfi, spumosi ma compatti. Inserirli nell’impasto, con un unico movimento, e poi mescolare, dal basso in alto, con attenzione e fermezza.
Versare l’impasto in una tortiera di 22 cm e cuocere in forno statico, preriscaldato a 170°C, per 45/50 minuti. Di tanto in tanto, osservare la torta che cresce, si consolida e cambia colore.
Quando la torta sarà cotta (è importante cogliere il momento giusto), toglierla dal forno, posizionarla su un ripiano e lasciare espandere il profumo nell’ambiente, in preparazione dell’assaggio.
L’ultimo passaggio sarà sciogliere a bagnomaria il restante cioccolato e cospargerlo sulla torta già raffreddata, con una spatola.
Lasciare raffreddare anche il cioccolato, o gustare subito.

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2 risposte a

  1. Rosa Versaci ha detto:

    Grazie Michela per questa bellissima intervista! e grazie a Piero Cavaleri per la sua spontaneità.
    Avere la possibilità di leggere in termini di teoria del campo le attività socio-politiche e l’impegno di uno psicoterapeuta fuori dal classico setting è stato interessante; “Non perdere mai di vista la propria congruenza e cogliere di continuo la spontanea intenzionalità degli altri attraverso la fenomenologia e l’estetica del contatto. È questo uno “strumento” che ti aiuta a non “impazzire”, a non farti manipolare, né a manipolare” Bello!
    Infine, grazie Michela per le domande che hai rivolto a Piero Cavaleri , riecheggeranno nella mia testa ogni volta che avrò bisogno di comprendere ciò che accade nel campo!
    Rosa

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